Caorle

Caorle, unica sull'adriatico, è capace di conciliare stagione balneare e un pregevole centro storico, con le sue casette variopinte distribuite fra calli e campielli; originariamente attraversato da una rete di canali artificiali ora interrati (i cosiddetti Rio terà) dà ancora l'impressione di camminare in un piccolo scorcio di Venezia; nel cuore della città vi è il porto peschereccio, testimone della fiorente attività di pesca ed ultimo baluardo della rete di canali che attraversava la vecchia isola.
Caorle è stata fondata nel 40 a.C. come porto commerciale e militare di Concordia Sagittaria e Oderzo e quindi precede la nascita di Venezia avvenuta attorno al V secolo d.C.. Numerosi reperti romani testimoniano le antiche origini romane di Caorle, detta anche Caprulae, Petronia o Insula Capritana, o Caule. Inoltre alcune testimonianze storiche fanno riferimento al 238 d.C., anno in cui i romani presidiarono le acque caprulane con la loro flotta navale per difendersi da Massimino.
Con la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C. e con l’invasione dei barbari dalle Alpi Giulie, si verificò un esodo della popolazione dell’entroterra verso la laguna e precisamente verso Caorle per trovarvi un rifugio sicuro. Questa migrazione determinò un notevole incremento della popolazione dell'isola, che necessitava di una struttura governativa adeguata. Nel 480 d.C. fu così istituito il primo governo locale esercitato dai tribuni e nel 876 d.C. l’Insula Capritana fu eretta Sede Vescovile con Leone.
Intorno al 900 d.C. Caorle si affiancò alla Repubblica della Serenissima e dovette affrontare numerose guerre. Il fiorente commercio dell’isola permise la costruzione della Cattedrale (1038) e del Campanile Cilindrico (1070). Ciò nonostante, i ripetuti conflitti tra il XI e il XV sec. portarono ad una situazione politica instabile; carestie e pestilenze decimarono la popolazione, che da 4000 abitanti nel XVII sec. passò a 992 nel 1766. Ormai decaduta, Caule divenne Comune sotto il Regno d’Italia (1806-1815) di Napoleone Bonaparte, che ne ridimensionò i confini a favore di Torre di Mosto e S. Stino di Livenza.
Nel 1807 le leggi illuministiche del Còrso soppressero il cimitero del sagrato e la Sede Vescovile, che da Leone a Giuseppe Maria Peruzzi ospitò ben 57 Vescovi. Durante il Regno Lombardo-Veneto (1816-1866), si registrò una lenta ripresa economica, grazie ad un migliore impiego del terreno coltivabile e all’utilizzo libero ed incondizionato del chinino, unico antimalarico allora disponibile, che risanò la laguna e permise un incremento demografico. Nel 1854 venne istituito il Consorzio Peschereccio, che univa e organizzava i pescatori locali, al fine di regolare l'attività ittica. Con la rotta di Caporetto nel 1917 e l’esodo verso il meridione di parte della popolazione, l’isola ricadde nella povertà a causa della mancanza di braccianti.
Il governo in carica però riuscì a risollevare l’economia iniziando un’opera di bonifica delle paludi circostanti, che divennero zone ittiche molto ricche (Valli Pescherecce) e terreni coltivabili. Sono così sorti numerosi insediamenti rurali nel retroterra della laguna che divennero importanti attività di produzione agro-alimentare, artigianale, manifatturiera, ecc. Nel 1935 è stata completata la diga del Lungomare "Sebastiano Chiarello" e l’interramento di Rio Terrà.
In questo periodo ha inizio un’opera di urbanesimo notevole, che porta alla costruzione dei più importanti edifici di interesse pubblico, come le scuole elementari "Andrea Bafile", la Caserma dei Carabinieri, il Municipio Nuovo, l’ufficio di Stato civile con ambulatorio, ecc. Fiorisce il commercio ittico (sono circa 300 i pescatori che governano 28 bragozzi e 172 barche da pescavarie) e inizia anche l’attività turistica.Con l'inizio del secondo conflitto mondiale, l'economia di Caorle subisce un nuovo arresto: viene infatti imposto il divieto di pesca in mare per pericolo dei bombardamenti. Fortunatamente non si registrano grandi perdite e l'isola riprende a svolgere le attività di sempre. Negli anni '60 si registra un notevole incremento del numero di turisti, che segna l'inizio di una nuova economia basata prevalentemente sul turismo.
Per fronteggiare le nuove esigenze urbanistiche, si intrapprendono una serie di opere pubbliche, quali l'asfaltatura di strade e piazze, la pavimentazione dei marciapiedi e dei campielli, la costruzione di complessi alberghieri nelle spiagge di levante e di ponente. Lo sviluppo dell'offerta turistica ha trovato riscontro in un continuo incremento degli afflussi di turisti italiani ed esteri, che ancora oggi apprezzano la singolarità di questo paese di pescatori, che con la sua storia, i suoi colori, i suoi sapori e le sue tradizioni ci avvolge in un'atmosfera d'altri tempi.